Da Cuneo alla piscina Sempione di Torino. Un viaggio nel mondo del crack. 

Discriminazioni

20/03/2025

Cercando una persona di cui si sono perse le tracce, arrivo in un angolo di mondo surreale: le ex piscine di Parco Sempione a Torino. In disuso da anni, sono diventate luogo di spaccio e consumo di crack, ma anche una sorta di terribile rifugio per chi è chiuso nella morsa della dipendenza. A partire da questa esperienza impattante, ripercorro gli obiettivi per superare questa vera e propria emergenza sociale.

Scomparire dal mondo 

Quest’autunno ero seduta a un bar in corso Giolitti, a Cuneo, nell’isolato vicino alla stazione, quando si è avvicinato un ragazzo guineano e mi ha chiesto in inglese se fossi Giulia; gli ho detto di sì e lui mi ha spiegato che vive in Olanda con la sua famiglia e che era arrivato a Cuneo da due giorni per cercare suo fratello, che non sentivano da tempo e che risultava scomparso.

parco abbandonato piscina sempione marro macchine campetti prossimità Cuneo piscine Sempione Torino

Mi ha fatto vedere delle foto e l’ho riconosciuto subito.

Era un ragazzo che avevo conosciuto tempo prima, che a un certo punto era entrato nella morsa del crack, fino a finire accoltellato in piazza Boves per questioni legate alla droga; ero andata a trovarlo in ospedale e mi aveva detto che avrebbe smesso, che si sarebbe rimesso a posto, poi l’avevo ritrovato in carcere, cambiato, più in forma, pulito, e da lì ogni volta mi diceva che avrebbe cambiato vita, che fuori sarebbe andata diversamente, ma il problema erano i documenti e tutto quello che gli stava intorno. Era ancora lì nel momento in cui il fratello è venuto a cercarlo. E l’ho subito avvisato quando ne è uscito. 

Ma dopo poco mi ha scritto di nuovo, perché suo fratello era già sparito un’altra volta.

Dove si raccoglie il disagio

Era uscito da poche settimane, dopo due anni dentro, durante i quali aveva fatto un percorso con educatori, volontari e anche con uno sportello esterno che stava provando a costruire un’uscita possibile per chi finisce di scontare la sua pena; appena fuori, gli aveva mandato dei soldi per trovare un posto dove stare, e invece era finito alla piscina Sempione, a Torino.

La piscina Sempione, o meglio l’ex piscina, è una struttura pubblica abbandonata da anni, uno spazio aperto dentro la città che nel tempo è diventato un punto di ritrovo per chi consuma, alcuni finiscono anche per viverci. Ci si arriva attraversando una una zona residenziale, strade popolate. Intorno un campo da calcio e da tennis, pieni di persone che fanno sport. In mezzo a tutto questo un parchetto e una struttura abbandonata che ospita una realtà durissima. 

Tutti si sono raccomandati di non andarci da sola come mi capita di solito di fare a Cuneo quando devo o voglio parlare con le persone che vivono in strada. Così ho chiesto ad un amico di accompagnarmi, un volontario che a volte si occupa di andare lì per consegnare pasti e che dunque conosceva la situazione e anche molte persone che avremmo incontrato. Per me è stato come tornare indietro nel tempo, a quando passavo molto tempo tra i consumatori di crack, persone che mi sembravano perse e che mi intestardivo a voler aiutare a tutti i costi. Pensavo di sapere cosa aspettarmi, ma quello che ho visto mi ha comunque colpita molto più di quanto immaginassi. 

Una scena surreale

parco abbandonato piscina sempione marro discarica abusiva muretto cielo tramonto crack Cuneo piscine Sempione Torino

Lì le persone che riuscivano a parlarmi lo facevano senza mai smettere di fumare crack, rendendo molto difficile per loro riuscire a stare dentro una conversazione. Un ragazzo mi ha detto che proprio quel giorno avevano provato a ripulire l’area e che lui, in realtà, sarebbe anche contento se riuscissero a chiuderla o a svuotarla, perché per lui stare lì significa continuare, significa non riuscire a fermarsi, e mi ha detto molto chiaramente che quando resta in quel contesto continua anche a fare piccoli furti, perché altrimenti non sa come vivere e come comprarsi da fumare. 

Una mia amica di Cuneo, che consuma crack, mi aveva raccontato che una volta era entrata in quello spazio e aveva visto una persona farsi frustare decine di volte in cambio di dosi; detta così sembra una cosa estrema, ma quando sei lì dentro capisci che quel livello di degradazione non è così lontano da quello che succede. 

Allo stesso tempo però capisci anche perché chi vive lì intorno è esasperato e perché chi passa ha paura. A tratti l’ho provata anche io, perché il crack non ha gli stessi effetti di altre sostanze. Una sostanza prodotta a partire dalla cocaina ha un effetto molto rapido e molto breve, che genera una dipendenza fortissima che ti costringe a ripetere l’assunzione continuamente, con un craving molto alto. E i suoi effetti non sono sedativi ma stimolanti, causando stati di agitazione, impulsività e, in alcuni casi, aggressività. E questo incide anche sul clima complessivo del quartiere. 

Diversi luoghi, stessi problemi….

Quello che ho visto alla piscina Sempione non è diverso da quello che ho raccontato più volte a Cuneo, anche sulle pagine de La Stampa, perché alla fine il meccanismo è lo stesso: il crack arriva, si diffonde molto velocemente, aggancia le persone più fragili e le tiene in scacco, e intorno si costruisce una specie di equilibrio fatto di consumo, sopravvivenza, piccoli reati e anche di percorsi che si interrompono, spesso per questioni amministrative come i documenti. 

parco abbandonato piscina sempione marro edificio parco alberi Cuneo piscine Sempione Torino

Questo ha conseguenze non solo sulla vita di chi consuma, ma anche sul contesto urbano e sociale in cui il consumo avviene. Viste la complessità delle cause e delle conseguenze legate al consumo, questo tema non può essere affrontato solo come una questione di ordine pubblico come invece in modo semplicistico si ostinano a voler fare politici ed amministratori più conservatori.

…e soluzioni

marro riduzione del danno progetto abs serd dropin crack Cuneo piscine Sempione Torino

Dal punto di vista normativo e sanitario, in Italia gli interventi dovrebbero muoversi all’interno della cornice del sistema dei servizi per le dipendenze (Ser.D), con unità di strada, del servizi di bassa soglia e di riduzione del danno, capaci di intercettare persone che altrimenti non entrerebbero mai nei percorsi di cura. A livello europeo l’efficacia di questi interventi pubblici è giustamente riconosciuta e le sperimentazioni in questo senso sono numerosissime.

Strumenti come la distribuzione di materiali sterili e materiale informativo, l’aggancio nei luoghi di consumo, la presenza continuativa di operatori servono a ridurre i rischi immediati e a costruire nel tempo una possibilità di uscita. Sgomberare, spostare, ripulire serve forse a tranquillizzare per un po’ le persone residenti, ma sono azioni che da sole non potranno mai risolvere il problema. 

Perché se non c’è un lavoro sociale e sanitario, il problema si sposta e basta. E a volte ritorna, come è successo alla piscina Sempione, il giorno stesso dello sgombero

In questi giorni a Torino si è aperta la discussione sulla possibilità di distribuire pipette da crack ai consumatori, sulla scorta dell’esempio bolognese. Ma a chi vuole fare un passo in avanti e utilizzare questo servizio non solo per tutelare il più possibile la salute dei consumatori, ma anche creare strumenti di aggancio, c’è chi risponde ancora una volta in modo ideologico e antiscientifico, parlando di ingiusta concessione e incentivo al consumo. 

La svolta necessaria

Continuo a parlare di questo perché spero che piano piano le persone si convincano della bontà di questi approcci, non per partito preso, ma perché la scienza e i risultati sul campo ci dicono che sia la strada giusta. 

Non ho ancora trovato la persona che sono andata a cercare alla Sempione, non so che fine abbia fatto, spero stia bene. Ma non è l’unico che sta male, soffre, è da solo a fare i conti con una vita difficile e la dipendenza. Per lui e per tutte le persone nella stessa situazione, ma anche per chi la vive da spettatore spaventato nelle strade e nei parchi sotto casa, rivolgo un appello: non fidatevi di chi vi parla di sicurezza senza parlarvi di giustizia sociale e diritti. Avete davanti a voi una persona che non cerca di risolvere problemi, ma il vostro voto.



leggi tutte le news

iscriviti alla newsletter

rimaniamo in contatto, tieniti aggiornat *

Iscriviti alla mia newsletter per ricevere aggiornamenti, articoli, restare sempre aggiornato sulle mie attività e magari anche qualche sorpresa Lasciami la tua email e ti scrivo solo quando ho qualcosa di interessante da dirti. Niente spam, promesso!