Non solo sagre. La Proloco di Canale prova a leggere i cambiamenti nel mondo.

Giovani

20/03/026

Nel contesto di un rinnovo generazionale, la Proloco si fa protagonista nel portare avanti la tradizione e nel leggere il futuro. Una rassegna cinematografica racconta i cambiamenti del nostro tempo e i protagonisti che sul territorio provano a cavalcarli e a non farsi travolgere.

La scorsa settimana la Proloco di Canale mi ha invitata ad intervenire prima della proiezione di Io Capitano da loro organizzata nel contesto della rassegna Nen mac cine Piccola rassegna cinematografica per leggere il presente.

Sono abituata a collegare le Proloco alle feste di paese, alle sagre della porchetta. Conosco la realtà canalese, dove il ricambio generazionale sta incidendo sul rinnovamento dell’associazione, ma non mi aspettavo tanto. La rassegna vede protagoniste dei diversi appuntamenti associazioni e progetti che intervengono sul mondo che conosciamo provando a dargli una lettura nuova, collettiva, intersezionale, propositiva.

proloco canale no sagre cambiamenti palco chiesa due persone una bianca una nera

Le storie raccontate dai protagonisti

Con me sul palco prima della proiezione è intervenuto anche Ansoumana Conte, cittadino di Canale con alle spalle un’esperienza di migrazione e presidente dell’associazione Give Me Hand. La sua testimonianza mi ha toccato molto. Non mi ha detto cose che non sapevo: per lavoro e per affetto ho frequentato e frequento tante persone che hanno vissuto la stessa esperienza di migrazione. Ma ogni volta che sento qualcuno parlare dell’inferno del deserto e della Libia, della paura del mare nero e profondo, davanti non ho una categoria di persone, ho un singolo essere umano con tutta il suo peso sulle spalle, tutta la sua lotta quotidiana per non perdere sé stesso nel ricordo della tragedia vissuta.

Nel raccontare la sua vicenda ha citato Rosso Malpelo di Verga. Così si sente una persona migrante in questo paese. Preso a calci da chi a sua volta è sottomesso e maltrattato da chi ha più potere e soldi e non ha nessuna intenzione di condividerli a beneficio della collettività. Non ho guardato il film, l’ho già fatto in passato e ho capito che per continuare a lottare devo preservare la mia salute mentale. E rivedere questo film, così duro, così vero, tenero e spaventoso sarebbe stato troppo per me quella sera. Ma sono davvero contenta che sia stato portato in quel contesto, dove altri hanno potuto vederlo. Contenta del successo che ha avuto, perché è potuto arrivare a tante persone che hanno bisogno di vedere tutto questo. 

proloco canale no sagre cambiamenti giulia marro io capitano

Da non perdere

La rassegna prevede altri appuntamenti. Il 19 aprile l’associazione Ri(s)volte, che si occupa di sostenere i diritti delle persone LGBTQIA+, racconterà perché è importante che esistano realtà di questo tipo nei luoghi di provincia e presenterà il film Stranizza d’amuri, un film che racconta proprio questo. Il 29 maggio sarà il turno di Canale Ecologia che presso lo spazio Casa Natura ospiterà la rassegna con il fine di raccontare al pubblico di cosa si occupa l’associazione e quali attività sta realizzando nell’ambito dell’Eco Volontariato, finalizzato alla conservazione dei boschi, altrimenti minacciati dall’espansione dell’agricoltura intensiva. 

proloco canale no sagre cambiamenti rassegna cinematografica locandina

Non solo cinema

Ma la Proloco canalese è impegnata anche in altre attività aggregative. A giugno ripartirà il Palio dei Borghi: una serie di appuntamenti legati al gioco e allo sport come pretesto di aggregazione comunitario, non con finalità meramente competitive. La comunità si incontrerà nel centro storico e giocando si riapproprierà di spazi che siamo abituati a vedere come meri luogo di consumo o passaggio, anche in periferia. Un ritorno al passato, ma con in mente il futuro che si vuole costruire per la città. 

proloco canale rassegna cinematografica sagra foto di gruppo tendone circo bagna cauda

A questo proposito consiglio la lettura di un interessante articolo apparso qualche tempo fa sulla rivista Jacobin. Parla della potenza organizzativa delle città, che siamo abituate a pensare come motori di cambiamento. Ma si interroga anche sull’importanza delle periferie per “rompere l’assedio”, ovvero ricostruire un fronte comune alle derive del nostro tempo: le guerre, la crisi climatica, l’avanzare di governi autoritari. Perché questo sia possibile dobbiamo ricominciare a vedere le periferie non come uno spazio vuoto tra una città e l’altra, ma come spazio di innovazione, aggregazione e confronto. Solo così possiamo immaginare un futuro dignitoso per tutti e tutte. Grazie alla Proloco di Canale per aver deciso di muoversi in modo così coraggioso in questa direzione. 



leggi tutte le news

iscriviti alla newsletter

rimaniamo in contatto, tieniti aggiornat *

Iscriviti alla mia newsletter per ricevere aggiornamenti, articoli, restare sempre aggiornato sulle mie attività e magari anche qualche sorpresa Lasciami la tua email e ti scrivo solo quando ho qualcosa di interessante da dirti. Niente spam, promesso!