Viaggiare nella provincia per scoprire il vero senso della politica, quella che mette la felicità e la collettività al centro. Tra "castelli" civici, paesaggi meravigliosi, arte e incontri felici.
Quando si parla di politica con le persone che si incontrano tutti i giorni la prima reazione è di avversione. Siamo ormai abituati a votazioni con affluenza sempre più bassa, a dibattiti sul diffuso disinteressamento alla politica. Il progressivo ritiro dei cittadini e delle cittadine dall’attivazione in difesa della cosa pubblica sembra inesorabile e inarrestabile.
Se guardiamo meglio però vediamo le cose sotto un’altra prospettiva. L’alta affluenza al voto per il referendum costituzionale di marzo, le straordinarie mobilitazioni cittadine in sostegno al popolo palestinese, ma anche il quotidiano lavorio di milioni di cittadini attivi che ogni giorno colmano i vuoti lasciati da un’amministrazione dei servizi sanitari, scolastici, sociali, ambientali sempre più manchevole. Questi non sono sintomi di disinteresse, al contrario.
Forse non dovremmo chiederci perché le persone hanno smesso di interessarsi di politica, ma perché la politica ha smesso di interessarsi di loro. Sembra che la politica, o meglio chi la incarna, sia più che altro interessato a se stesso.
A differenza di altri Paesi europei e del mondo, abbiamo una comunicazione molto politico-centrica: si parla tantissimo di cosa pensano i politici. Se ci fate caso – e io l’ho notato tantissimo, soprattutto quando tornavo in Italia in vacanza mentre vivevo all’estero – nel nostro Paese le vicende vengono raccontate attraverso le virgolettate dei politici.
E sì, qualcuno potrebbe dire: “ma anche tu fai così”. È vero.
Perché mi sto adattando a un sistema, nell’ottica di poterlo cambiare. Oggi non mi sento nella posizione di poter far saltare questo banco, ma continuo a interrogarmi su come sia possibile invertire la rotta e fare un passo indietro come individuo, mettendo al davanti a me e al centro i contenuti e soprattutto le persone che fanno parte di questo mio viaggio nella politica, che si vedono meno ma che sono parte importante di ogni traguardo. Come possiamo invertire questa comunicazione e convincere le persone a credere nelle idee e non solo nelle persone che le portano avanti, che sono dalla prima all’ultima fallibili e passeggeri, come tutti gli esseri umani?
Mentre scrivo sono pervasa da una speranza nuova, da una sensazione positiva. Lo dico con un sorriso grande, che ancora non si è spento dal mio rientro da una delle mie visite nei territori cuneesi. Mi sento particolarmente emozionata, toccata. Certo, per il paesaggio – le colline delle Langhe, bellissime – ma soprattutto per gli incontri che ho fatto.

In particolare uno, con il sindaco di un piccolo paese. Non vi dico quale, perché vorrei che questa storia parlasse non solo di questa realtà, ma di tante in cui a testa bassa sindaci e sindache si spendono per il loro territorio senza far grande clamore.
Parla del suo paese con entusiasmo, con la determinazione di chi vede le tante potenzialità del territorio e vorrebbe metterle tutte a frutto, non in una corsa solitaria, ma attivando e motivando tutto il paese, insieme a quelli vicini.
Non che sia semplice. Nella nostra lunga chiacchierata ha raccontato anche dei tentativi falliti. In particolare, sul fronte della transizione ecologica, le resistenze di chi preferisce affidarsi alle soluzioni più semplici ma che non portano a benefici sul lungo periodo, hanno rappresentato un grande ostacolo alle sue idee più innovative.

Ma quello che mi ha colpito di più è stata la forte convinzione, pienamente condivisa, che la politica si debba occupare della felicità. Mentre parlavamo di convivenza tra culture, di “interazione” più che di “integrazione” (come ci ha tenuto a sottolineare), ci ha raccontato delle inevitabili difficoltà che si vivono in un paese che si sta salvando dallo spopolamento anche grazie all’arrivo di persone straniere. E ad alcuni concittadini che si lamentavano delle nuove presenze, che si chiedevano perché i nuovi arrivati non si comportassero come avrebbero fatto loro, ha chiesto: “ma voi siete felici?”. Perché spesso chi chiede agli altri di “diventare come noi” non si pone questa domanda. Noi facciamo davvero tutto nel modo più giusto possibile? Non dobbiamo forse cambiare tutti qualcosa nelle nostre abitudini se la nostra vita non ci rende, per primi, soddisfatti e felici?
Parlando del suo paese dice che non hanno un castello, un edificio storico sfarzoso ed elegante che potrebbe attirare qualche turista in più. Ma a questa mancanza hanno sopperito creando la loro versione di “castello”: un palazzo civico diventato il centro della vita del paese. Al piano terra c’è una bottega che vende prodotti locali e beni di uso quotidiano, un bar e un ristorante. Sopra ci sono studi medici con specialisti, una psicologa e una biblioteca. È diventato un luogo vivo, un centro culturale e sociale dove le persone si incontrano.

Abbiamo avuto la fortuna di visitare il paese di giovedì e di assistere ad un appuntamento ricorrente per chi abita lì. Visto che i residenti lamentavano l’assenza di un luogo di ritrovo che non fosse legato alla necessità di consumare, il sindaco ha cercato una soluzione creativa. Il bar al piano terra del “palazzo” un pomeriggio a settimana interrompe il servizio, ma non chiudono i locali che restano a disposizione di chi li vuole utilizzare per giocare a carte o fare due chiacchiere. Si organizzano anche piccole attività collettive, come l’uncinetto, lo scambio di piante aromatiche e, quando sono passata io, la condivisione di vecchie foto del paese, un momento per scambiarsi ricordi ma che contribuisce anche a costruire memoria collettiva.
Ecco, trovo che tutto questo sia bellissimo. Perché racconta una politica che non è distante, ma profondamente dentro la vita delle persone. Senza tanto rumore, ma con tanto amore e dedizione.
Iscriviti alla mia newsletter per ricevere aggiornamenti, articoli, restare sempre aggiornato sulle mie attività e magari anche qualche sorpresa Lasciami la tua email e ti scrivo solo quando ho qualcosa di interessante da dirti. Niente spam, promesso!